Il mondo dell’autotrasporto è in subbuglio a causa dell’aumento del costo dei carburanti. Dopo le ultime settimane di concitazione, Unatras – l’organismo unitario che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane di autotrasporto – ha proclamato una settimana di sciopero nazionale a maggio.
“Gli autotrasportatori sono la categoria più penalizzata dal caro carburante – denuncia Sauro Bettoli, presidente della cooperativa Arco Trasporti di Cotignola -. Gli aumenti sono insostenibili, e si spiegano solo in parte con la guerra in Medio Oriente: la verità è che è stata fatta una grave speculazione. Gli aumenti sono iniziati ancor prima dello scoppio del conflitto, quando c’erano ingenti quantitativi di carburante a riserva, inoltre il gasolio ha un processo di raffinazione meno elaborato di quello della benzina eppure oggi costa di più: non possiamo accettarlo. Con lo sciopero ci rivolgiamo alle istituzioni per chiedere un intervento serio”.
Le misure adottate finora dal Governo vengono reputate insufficienti: “La riduzione temporanea delle accise è un palliativo – valuta Bettoli -, già assorbito dagli aumenti del gasolio. Se prima il carburante incideva per il 32-33% sul costo complessivo di trasporto, oggi arriviamo vicino al 40%. Considerando che la capacità del serbatoio di un autotreno arriva fino a 1000 litri, significa che per un pieno servono più di 2000 euro. Sono costi che un autotrasportatore non può sostenere. Il Governo deve come prima cosa fermare le speculazioni – aggiunge -. Poi servono provvedimenti concreti, anche in termini di politiche energetiche, come accaduto ad esempio in Spagna. La risoluzione del conflitto in Medio Oriente è ancora lontana e ci aspetta un futuro incerto, che va affrontato con una visione a lungo termine”.
L’argomento è stato dibattuto nei congressi provinciali di Confcooperative Lavoro Servizi, dove le cooperative di trasporto – come Arco – hanno fatto sentire la propria voce. “Confcooperative ci ha ascoltato con attenzione e si è mostrata vicina alle nostre istanze – conferma Bettoli -, che ha poi portato al tavolo con Unatras, a cui siedono anche Cna, Confartigianato e i sindacati. È un grido d’allarme collettivo e unanime”.
Si prevede un’adesione ampia allo sciopero, a livello nazionale: “L’80% delle merci in Italia viaggia su ruote – aggiunge Bettoli -, quindi il Paese rischia una paralisi. Bloccheremo solo i mezzi di trasporto pesante, gli automobilisti saranno ovviamente liberi di circolare. L’auspicio è che il Governo ascolti le nostre ragioni anche prima e avanzi delle proposte: così lo sciopero si potrebbe evitare. Gli autotrasportatori hanno senso di responsabilità, non dimentichiamo che durante il covid, quando l’Italia era ferma, hanno fatto la loro parte. Oggi però ci aspettiamo risposte”.